LINEA ERITROIDE PDF

Avogaro PadovaS. Fedele PadovaM. Parvovirus B19 — Wikipedia Beretta Anguissola ha avuto ed ha tuttora una connotazione scientifica in larga misura orientata alle malattie cardiovascolari ed endocrino metaboliche. An unexpected error occurred. Ma era stato poco seguito.

Author:Jugul Mele
Country:Central African Republic
Language:English (Spanish)
Genre:Career
Published (Last):8 February 2014
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Molto utili a questo riguardo si sono dimostrati gli esperimenti di innesto di cellule emopoietiche in animali principalmente topi nudi atimici, cosiddetti NOD-SCID il cui parenchima emocitoformativo era stato precedentemente distrutto dalle radiazioni ionizzanti.

Il concetto di cellula staminale Le cellule formanti colonie C. Le cellule staminali multipotenti si annidano in nicchie delimitate dalle trabecole della spongiosa ove trovano un microambiente ideale per la loro crescita e maturazione. I globuli rossi sono privi di nucleo: misurano in media 7. Il numero dei reticolociti, che vanno considerati come emazie giovanili, aumenta considerevolmente in corso di accelerata eritropoiesi. In condizioni patologiche gli eritrociti possono andare incontro a modificazioni: - delle dimensioni microciti, macrociti ; - della forma poichilociti - del contenuto emoglobinico ipo-ipercromia.

Metcalf, Van Furth. Le cellule che danno origine a colonie di elementi granulocitari e di monociti e macrofagi nello stesso tempo, sono state definite come Colony Forming Unit in Culture CFU-C. I dati sin qui riferiti confermano come sin dalle fasi iniziali le linee proliferative granulopoietica e monocitopoietica appaiano strettamente collegate nella loro genesi ed evoluzione.

Per quanto riguarda la serie granulopoietica essa riconosce una serie di passaggi ben definiti dal lato morfologico che vanno dal mieloblasto, al promielocito, al mielocito, al metamielocito, al granulocito maturo segmentato.

Queste ultime contrassegnano la linea evolutiva granulocitaria in senso neutrofilo, basofilo ed eosinofilo a seconda della loro caratteristica conformazione. Dal mieloblasto deriva il promielocito, elemento del diametro di circa 20 micron, fornito di un nucleo ovalare; tra le maglie cromatiniche si possono talora notare delle zone chiare che suggeriscono la presenza di nucleoli. Il metamielocito, per la comparsa di strozzature nucleari che determinano la segmentazione del carioplasma, evolve a granulocito circolante.

Il promielocito presenta sempre uno due nucleoli ed un citoplasma ricco di granulazioni eterogenee per forma e dimensioni. Negli stadi maturativi successivi si assiste ad una diminuzione progressiva del reticolo endoplasmatico, dei ribosomi e dei mitocondri. Il citoplasma, di colore rosato al Giemsa, contiene un numero variabile di granulazioni, piccole, fini, che si colorano con le miscele : reazione neutra.

Le granulazioni eosinofile appaiono al microscopio elettronico come formazioni provviste d: una membrana, costituite da una matrice densa omogenea o granulare, e da una struttura interna cristalloide, identificabile forse con una mieloperossidasi specifica. Questo appare omogeneo, non nettamente segmentato, con aspetto approssimativamente a trifoglio.

Al microscopio elettronico le granulazioni appaiono formate da lamelle disposte in blocchi o fascicoli. Vengono distinti dai granulociti basofili tessutali o mastociti : i primi sono chiamati basofili a granulazioni solubili ed i secondi basofili a granulazioni insolubili. La serie monocitaria La serie monocitaria evolve dalla CFU-GM secondo le tappe rappresentate dal monoblasto, al promonocito, al promonocito maturo.

In questa fase i macrofagi assumono configurazioni particolari a seconda della sede ove si vengono ad insediare cellule di Kupffer, macrofagi alveolari, cellule della microglia , oppure si accumulano in corrispondenza dei luoghi di infiammazione o di reazione immunologica come macrofagi, cellule epitelioidi o cellule giganti. I macrofagi vengono ulteriormente distinti in questa impostazione classificativa, in due tipi liberi e fissi, A e B le cui caratteristiche biochimico funzionali sono alquanto differenti.

Le funzioni che possono essere attribuite alle sue cellule sono complesse e dipendenti dalle sedi di dislocazione degli stessi splenica, linfonodale, midollare. Meno conosciute, ma fisiopatogeneticamente importanti sono altre due funzioni esplicate dal sistema cellulare istiocita-rio, quali quella trofica e quella metabolica.

Lo scopo di queste associazioni consisterebbe nella trasmissione di materiale nutritizio rofeocitosi delle molecole di ferritina nel caso degli isolotti reticolo-eritroblastici o ancora nel passaggio di informazioni necessarie alle funzioni dei singoli elementi nel caso delle isole reticololinfocitarie.

In condizioni infiammatorie possono inoltre essere rilasciati ager -ti ossidanti in grado di dare luogo alla ossidazione di gruppi tiolici negli enzimi, e di rompere i legair a livello di proteine, lipidi, acidi nucleici.

I megacariociti maturi sono elementi poliploidi: in condizioni normali circa i due terzi hanno un corredo di DNA 16 nuclei, un sesto circa un corredo 8 nuclei ed un altro sesto circa 32 nuclei.

Nello ialoplasma si trovano numerosi organuli mitocondri; lisosomi; granuli contenenti serotonina, catecolamine, fattori piastrinici della coagulazione, nucleotidi; occasionalmente ribosomi e siderosomi.

Nello ialoplasma sono presenti fibrille, che si ritengono corrispondere alla proteina contrattile delle piastrine, la trombostenina.

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1) Línea eritroide

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Emopoiesi: linea eritroide e monocito-granulocitaria

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